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Come fare domanda

Come preparare un business plan per la domanda di finanziamento

La struttura di un business plan efficace per i bandi: sezioni indispensabili, errori da evitare e consigli per superare la valutazione e ottenere il contributo.

Redazione AgevolazioniPMI7 min di letturaAggiornato il 8 giugno 2026

Nei bandi a graduatoria, il business plan è il documento che fa la differenza tra una domanda finanziata e una scartata. Non serve un trattato: serve un piano chiaro, coerente e credibile. Ecco come costruirlo.

Perché è così importante

Chi valuta la tua domanda non ti conosce. Il business plan è l'unico strumento che ha per capire se il progetto sta in piedi e se l'agevolazione produrrà gli effetti attesi (occupazione, investimenti, innovazione). Un piano confuso trasmette un'idea confusa.

Le sezioni indispensabili

1. Sintesi del progetto (executive summary)

Mezza pagina che risponde a: cosa fai, per chi, perché adesso e quanto ti serve. Si scrive per ultima, ma si legge per prima.

2. Il team e l'impresa

Chi sei, quali competenze porti, qual è la forma giuridica. La valutazione premia competenze coerenti con il progetto.

3. Prodotto/servizio e mercato

Cosa offri, che problema risolvi, chi sono i clienti e i concorrenti. Usa dati, non aggettivi: "mercato in crescita del 7% annuo" vale più di "mercato enorme".

4. Strategia e piano operativo

Come acquisisci i clienti, con quali canali, con quali tempi. Collega ogni attività a una voce di spesa del bando.

5. Il piano economico-finanziario

È il cuore del documento. Deve contenere almeno:

  • il piano degli investimenti (le spese per cui chiedi il contributo);
  • il conto economico previsionale a 3 anni;
  • il piano di cassa, che dimostra la sostenibilità;
  • la copertura finanziaria (mezzi propri, agevolazione, eventuale prestito).

I numeri devono quadrare con le spese ammissibili del bando. Un piano finanziario incoerente con la domanda è il primo motivo di esclusione.

Gli errori più comuni da evitare

  • Copiare un business plan generico senza adattarlo al bando
  • Previsioni di ricavi irrealistiche e non giustificate
  • Spese non ammissibili o fuori dal periodo di eleggibilità
  • Dimenticare la sostenibilità di cassa: serve liquidità per anticipare le spese
  • Ignorare gli obblighi di rendicontazione già in fase di pianificazione

Consigli finali

  1. Parti dal bando, non dal piano: ogni sezione deve rispondere ai criteri di valutazione.
  2. Sii concreto e misurabile: obiettivi, tempi, numeri.
  3. Fatti rileggere da qualcuno esterno: se non capisce il progetto, riscrivilo.

Quando il piano è pronto, individua la misura adatta tra i bandi disponibili e verifica i requisiti. Se è la prima volta, parti dalla guida come accedere ai bandi per PMI.

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