Il credito d'imposta per ricerca, sviluppo e design è un'agevolazione fiscale "automatica": non prevede una graduatoria né un click day, ma matura in funzione delle spese che l'impresa sostiene per attività ammissibili e si utilizza in compensazione tramite F24.
Le misure attive nel 2026
- Ricerca e sviluppo (R&S): credito del 10% delle spese ammissibili, nel limite massimo di 5 milioni di euro l'anno, riconosciuto fino al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2031.
- Design e ideazione estetica: per il 2026 l'aliquota è stata potenziata al 10% (dal precedente 5%), con un massimale di 2 milioni di euro l'anno. Per quest'anno il credito è utilizzabile in un'unica quota anziché nelle consuete tre.
Una novità importante dal 2026
Il credito per la innovazione tecnologica — sia nella versione ordinaria sia in quella 4.0/green — è cessato il 31 dicembre 2025 e non è stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2026. Restano agevolabili la ricerca e sviluppo e il design.
Se cercavi gli incentivi per i beni strumentali 4.0, dal 2026 non sono più un credito d'imposta: leggi la guida da Transizione 4.0 e 5.0 all'iperammortamento 2026.
Come si utilizza
Il credito si usa in compensazione tramite F24, di norma in tre quote annuali di pari importo a partire dall'anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese. È richiesta una certificazione che attesti l'ammissibilità delle attività svolte.
Cosa puoi agevolare
Tra le spese ammissibili rientrano il personale dedicato alla ricerca, gli strumenti e le attrezzature, i contratti di ricerca con università ed enti, le privative industriali e le consulenze specialistiche.
Verifica sul portale del MIMIT le definizioni di attività ammissibile, i requisiti della certificazione e gli adempimenti documentali prima di maturare il credito.