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Credito d'imposta: cos'è e come si usa in compensazione con F24

Cosa sono i crediti d'imposta per le imprese, come si calcolano, come si utilizzano in compensazione tramite F24 e in cosa differiscono da fondo perduto e finanziamenti.

Redazione AgevolazioniPMI6 min di letturaAggiornato il 27 giugno 2026

Il credito d'imposta è una delle forme di agevolazione più diffuse per le imprese italiane, ma anche una delle più fraintese. Questa guida spiega in modo pratico cos'è, come si usa e in cosa differisce dalle altre agevolazioni.

Cos'è un credito d'imposta

È un diritto a pagare meno imposte, riconosciuto a fronte di una spesa o di un investimento ammissibile. Non ricevi un bonifico: maturi un credito verso lo Stato che puoi "spendere" abbattendo quanto devi versare con il modello F24.

A differenza di un contributo a fondo perduto (che è un'erogazione diretta) o di un finanziamento agevolato (un prestito da restituire), il credito d'imposta agisce sul lato fiscale: vale per chi ha imposte e contributi da versare.

Come si usa in compensazione

L'utilizzo tipico avviene in compensazione tramite F24:

  1. maturi il credito sostenendo la spesa ammissibile nell'anno di riferimento;
  2. indichi il credito nel modello F24 con l'apposito codice tributo;
  3. lo usi per ridurre IVA, ritenute, contributi o altre imposte dovute.

Molti crediti si utilizzano in tre quote annuali di pari importo a partire dall'anno successivo; altri in un'unica soluzione. Le regole cambiano da misura a misura, quindi conviene leggere bene il provvedimento.

Automatico o con prenotazione?

Non tutti i crediti funzionano allo stesso modo:

  • alcuni sono automatici: maturano in base alle spese, senza domanda preventiva (es. il credito ricerca, sviluppo e design);
  • altri richiedono una prenotazione in una finestra precisa, perché le risorse sono limitate (es. il credito ZES unica per il Mezzogiorno).

Capire in quale categoria rientra la misura è decisivo: nel secondo caso, arrivare tardi alla finestra significa restare fuori.

Due aspetti spesso trascurati

  • Tassazione: di norma il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito imponibile, quindi il beneficio è "pieno". Verifica però sempre la singola misura.
  • Cumulabilità: molti crediti si possono cumulare con altre agevolazioni sullo stesso investimento, entro il limite del costo sostenuto. Anche qui le regole variano.

Attenzione alle riforme

Le regole cambiano spesso. Dal 2026, ad esempio, i crediti per i beni strumentali 4.0 e Transizione 5.0 sono stati sostituiti da una maggiorazione degli ammortamenti: ne parliamo nella guida da Transizione 4.0 e 5.0 all'iperammortamento 2026.

In sintesi

Il credito d'imposta è uno strumento potente per chi ha un carico fiscale da abbattere: conosci il meccanismo di utilizzo (F24), verifica se serve la prenotazione e controlla tassazione e cumulabilità. Per orientarti tra le misure attive, parti dalla categoria crediti d'imposta e dalla guida fondo perduto o finanziamento agevolato.

Domande frequenti

Cos'è un credito d'imposta?

È il diritto a pagare meno imposte riconosciuto a fronte di una spesa o di un investimento ammissibile. Non ricevi un bonifico: maturi un credito verso lo Stato che usi per abbattere quanto devi versare con il modello F24.

Come si usa in compensazione con F24?

Si indica il credito nel modello F24 con l'apposito codice tributo e lo si usa per ridurre IVA, ritenute, contributi o altre imposte dovute. Molti crediti si utilizzano in tre quote annuali di pari importo, altri in un'unica soluzione.

Tutti i crediti d'imposta sono automatici?

No. Alcuni maturano automaticamente in base alle spese (es. ricerca e sviluppo); altri richiedono una prenotazione in una finestra precisa perché le risorse sono limitate (es. credito ZES unica). In questo secondo caso arrivare tardi significa restare fuori.

Il credito d'imposta è tassato?

Di norma non concorre alla formazione del reddito imponibile, quindi il beneficio è pieno. Inoltre molti crediti sono cumulabili con altre agevolazioni sullo stesso investimento, entro il limite del costo sostenuto. Verifica però sempre la singola misura.

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